
Il Consiglio costituzionale ha appena censurato il divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni, il governo sta spingendo per l’omologazione dei robot di consegna autonomi, e un rapporto parlamentare propone di trasformare lo Stato in un 100% open source entro il 2030. Queste tre decisioni, prese in poche settimane, ridisegnano i contorni del digitale in Francia per gli anni a venire.
Open source nell’amministrazione: cosa cambia il rapporto dell’Assemblea nazionale
Un rapporto della commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale, pubblicato a metà luglio 2026, formula una proposta radicale: imporre appalti pubblici statali interamente open source a partire dal 1 gennaio 2030. Il testo mira anche a un obiettivo chiamato “zero Microsoft a scuola”, con un moratorio immediato su alcuni contratti che legano le istituzioni scolastiche a editori proprietari.
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Perché questo cambiamento così brusco? Gli autori del rapporto sottolineano una dipendenza tecnologica che si è costruita in due decenni. Ogni rinnovo di licenza imprigiona ulteriormente le amministrazioni in un ecosistema chiuso, complicando la portabilità dei dati e aumentando i costi a lungo termine.
Per seguire l’evoluzione di questo dossier e di altri temi digitali nel corso delle settimane, la pagina attualità di 42 Le Mag raccoglie i fatti salienti della tecnologia francese. Il passaggio al software libero non si limita a cambiare suite per ufficio. Implica la formazione degli agenti, il finanziamento della manutenzione comunitaria e la garanzia di un livello di supporto equivalente alle soluzioni commerciali.
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Social media e minori: la censura costituzionale del 14 agosto 2026
La legge che vietava l’accesso ai social media per i minori di 15 anni era stata adottata dai deputati e dai senatori il 21 luglio 2026. Meno di un mese dopo, il 14 agosto, il Consiglio costituzionale ha censurato il provvedimento.
Il testo prevedeva un meccanismo di verifica dell’età al momento dell’iscrizione. Il Consiglio ha ritenuto che questo meccanismo comportasse una violazione sproporzionata delle libertà, in particolare del diritto alla privacy e alla libertà di espressione. La Quadrature du Net aveva già definito la legge “reazionaria” sin dalla sua pubblicazione.
Verifica dell’età: il nodo tecnico irrisolto
Il problema di fondo rimane lo stesso da anni. Verificare l’età di un utente senza raccogliere dati sensibili (documento d’identità, biometria) è un rompicapo. Le soluzioni esistenti si basano o su un terzo di fiducia, o su una stima algoritmica del volto, due approcci che sollevano questioni di proporzionalità.
L’esecutivo ha annunciato un nuovo progetto di legge per la prossima primavera. Questo testo dovrà risolvere un’equazione che il precedente non aveva risolto: proteggere i minori senza imporre una sorveglianza generalizzata dell’identità online.
Robot di consegna autonomi: via libera all’omologazione in Francia
Un testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale apre la strada all’omologazione dei primi robot di consegna autonomi. Il Ministero dei Trasporti autorizza ora la fabbricazione di questi veicoli, che circolano sui marciapiedi o lungo la carreggiata per garantire l’ultimo chilometro di consegna.
Hai già incrociato questi piccoli veicoli a sei ruote in alcune città europee o americane? In Francia, fino ad ora erano stati limitati a sperimentazioni locali regolate da deroghe temporanee. Il passaggio dall’esperimentazione all’industrializzazione segna un cambiamento di stato regolamentare.
Cosa implica concretamente l’omologazione
Un robot omologato deve rispondere a norme di sicurezza precise:
- Capacità di frenata d’emergenza e rilevamento di ostacoli su un perimetro definito attorno al veicolo, compresi pedoni e animali
- Sistema di supervisione umana a distanza, con possibilità di riprendere il controllo in tempo reale in caso di anomalie
- Conformità alle regole di circolazione pedonale, il che limita la velocità a quella di un camminatore veloce
Il guadagno atteso riguarda il costo e l’impronta di carbonio dell’ultimo chilometro, la parte più costosa e inquinante della catena logistica. I primi dispiegamenti commerciali potrebbero avvenire nei mesi successivi alla pubblicazione dei decreti attuativi.

Infrastrutture digitali: il contratto strategico Horizon 2030
Il settore delle infrastrutture digitali è stato ridefinito a luglio 2026 dalle autorità pubbliche. Il perimetro copre ora l’intera catena del valore: reti, cavi sottomarini, attrezzature attive e data center. Il contratto strategico “Horizon 2030” formalizza questo approccio collegandolo a un obiettivo di potenza nazionale.
Concretamente, il contratto mira all’upgrade verso la 5G avanzata e prepara la 6G. Integra anche la convergenza tra reti, cloud e intelligenza artificiale, così come le architetture non terrestri (satelliti in orbita bassa). L’idea è di non trattare più questi temi in silos, ma come un continuum industriale.
Perché questa logica di settore cambia le regole del gioco
I siti di notizie tech parlano molto di oggetti connessi o modelli di IA. Raramente affrontano il livello fisico che li fa funzionare. Un data center senza un cavo sottomarino affidabile o senza un’alimentazione elettrica decarbonizzata non serve a molto.
Il contratto Horizon 2030 obbliga gli attori del settore a coordinarsi su investimenti significativi:
- Rafforzamento delle interconnessioni terrestri e sottomarine tra la Francia e i suoi partner europei
- Pianificazione dell’alimentazione energetica dei futuri centri di calcolo dedicati all’IA
- Sviluppo di componenti di rete prodotti in Europa per ridurre la dipendenza dai fornitori asiatici
- Preparazione delle norme per la 6G con un calendario allineato ai lavori dell’UIT
Controllare l’infrastruttura fisica del digitale diventa una questione di sovranità al pari dell’energia o dell’alimentazione. Il contratto lo formalizza, resta da vedere se i finanziamenti seguiranno.
Quattro dossier, open source, protezione dei minori, robot autonomi e infrastrutture, condividono un punto in comune: traducono il passaggio del digitale francese da una fase di recupero tecnologico a una fase di strutturazione regolamentare e industriale. Le decisioni prese quest’anno condizioneranno le margini di manovra del prossimo decennio.